Alcune proposte da EsquiliNotizie , newsletter del circolo PD, in primis la mia!
Care amiche e cari amici del rione,c’è una bella lettera in questo numero in formato ridotto, uno degli ultimi prima della pausa estiva della nostra newsletter. La lettera ci segnala sì situazioni negative e obiettivamente fastidiose per cittadini e residenti, ma lancia al contempo una serie di proposte, non sostitutive, ma che potrebbero diventare aggiuntive ed esemplari, rispetto a quelle che sono di stretta competenza degli enti e delle istituzioni preposte.Si parla cioè di quello che potremmo fare noi cittadini, direttamente, anche senza chiedere il permesso a nessuno. In un numero precedente di EsquiliNotizie lanciavamo l’idea di mettere una sedia davanti ad ogni portone del rione, sulla scorta di un fatto realmente accaduto, come piccola occasione di aggregazione, riposo, scambio di idee, e perfino di vigilanza “leggera” sul marciapiede e i suoi frequentatori. A questa proposta, oggi si aggiunge l’idea di organizzare iniziative di autopulizia dello spazio davanti al proprio portone, e magari con l’aggiunta di una pianta verde.Pensate che forza: davanti a tutti i portoni dell’Esquilino potremmo avere, con pochissimo sforzo e quasi nessuna fatica, uno spazio pulito, con una sedia e una pianta. Vogliamo cominciare anche da qui?
Continua...
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mercoledì 15 luglio 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Sotis, Aspesi e Annunziata sull'Italietta berlusconiana
Del resto, ben scriveva Pasolini!
LINA SOTIS, Corriere della Sera: "L'intera vicenda sarebbe stata impensabile nell'Italia degli anni 50 e 60, ma da allora il nostro paese ha perso la sua grande borghesia, che non avrebbe mai permesso a una persona come Berlusconi di diventare primo ministro. Se l'Italia avesse ancora una forte classe media, Berlusconi sarebbe un nessuno. Attraverso le sue proprietà nei media e la sua manipolazione del sistema politica, Berlusconi stesso ha contribuito all'erosione di alcuni di quei valori vecchio stampo della classe media di un tempo. Oggi le classi più popolari lo trovano simpatico, furbo, figo, come i personaggi che erano interpretati da Alberto Sordi, che personificava al meglio i vizi degli italiani, la loro volgare ammirazione per il denaro, la ricchezza, gli eccessi, le donne facili".
NATALIA ASPESI, Repubblica: "Oggi è chiaro che per entrare in parlamento, per diventare ministro, per andare al parlamento europeo, devi avere meno di 30 anni, essere molto carina e magari andare a letto con qualcuno. L'Italia è stata rovinata dalla televisione, dal mondo di frivolità e glamour da cui proviene Berlusconi. Il nostro paese è cambiato molto in fretta. Non eravamo così dieci anni fa. Eravamo un paese normale. Avevamo una morale".
LUCIA ANNUNZIATA, la Stampa: "Io non giudico il comportamento di Berlusconi dal punto di vista morale. E' semplicemente inappropriato per un capo di governo. E' un danno per l'immagine della nazione. I commenti discriminatori e l'atteggiamento di Berlusconi verso le donne sono solo una piccola parte di tutto questo. Lui ha fatto i soldi e crede perciò di poter fare quello che vuole. Un uomo come Agnelli non si sarebbe mai comportato in questa maniera".
LINA SOTIS, Corriere della Sera: "L'intera vicenda sarebbe stata impensabile nell'Italia degli anni 50 e 60, ma da allora il nostro paese ha perso la sua grande borghesia, che non avrebbe mai permesso a una persona come Berlusconi di diventare primo ministro. Se l'Italia avesse ancora una forte classe media, Berlusconi sarebbe un nessuno. Attraverso le sue proprietà nei media e la sua manipolazione del sistema politica, Berlusconi stesso ha contribuito all'erosione di alcuni di quei valori vecchio stampo della classe media di un tempo. Oggi le classi più popolari lo trovano simpatico, furbo, figo, come i personaggi che erano interpretati da Alberto Sordi, che personificava al meglio i vizi degli italiani, la loro volgare ammirazione per il denaro, la ricchezza, gli eccessi, le donne facili".
NATALIA ASPESI, Repubblica: "Oggi è chiaro che per entrare in parlamento, per diventare ministro, per andare al parlamento europeo, devi avere meno di 30 anni, essere molto carina e magari andare a letto con qualcuno. L'Italia è stata rovinata dalla televisione, dal mondo di frivolità e glamour da cui proviene Berlusconi. Il nostro paese è cambiato molto in fretta. Non eravamo così dieci anni fa. Eravamo un paese normale. Avevamo una morale".
LUCIA ANNUNZIATA, la Stampa: "Io non giudico il comportamento di Berlusconi dal punto di vista morale. E' semplicemente inappropriato per un capo di governo. E' un danno per l'immagine della nazione. I commenti discriminatori e l'atteggiamento di Berlusconi verso le donne sono solo una piccola parte di tutto questo. Lui ha fatto i soldi e crede perciò di poter fare quello che vuole. Un uomo come Agnelli non si sarebbe mai comportato in questa maniera".
martedì 23 giugno 2009
Berlusconi e le donne by Lia!
Cito dalla grande Lia di Haramlik:
Cioè: ma cosa credeva di fare, ’sto brianzolo, calando nel Sud Italia con vetrini e brillantini manco si credesse in visita tra gli Apache?Perché, insomma, le donne della mia zona so’ pragmatiche, e hanno nel DNA mille secoli di sopravvivenza ai maschilismi più beceri. E quando arriva il momento in cui, come dice oggi la Aspesi, “Mai le donne, tutte le donne, sono state tanto lontane dalle cosiddette pari opportunità“, nessuna più di loro gioca in casa. Figurati se ci andavano senza registratore o senza macchina fotografica, a casa di Berlusconi, la escort navigata e la ragazza madre coperta di tatuaggi.Figurati se si fanno prendere per il naso da un pirla autocompiaciuto, due che si pagano un anno di affitto in Puglia con una settimana dall’emiro a Dubai...
Per continuare a leggere: http://www.ilcircolo.net/lia/2301.php
Cioè: ma cosa credeva di fare, ’sto brianzolo, calando nel Sud Italia con vetrini e brillantini manco si credesse in visita tra gli Apache?Perché, insomma, le donne della mia zona so’ pragmatiche, e hanno nel DNA mille secoli di sopravvivenza ai maschilismi più beceri. E quando arriva il momento in cui, come dice oggi la Aspesi, “Mai le donne, tutte le donne, sono state tanto lontane dalle cosiddette pari opportunità“, nessuna più di loro gioca in casa. Figurati se ci andavano senza registratore o senza macchina fotografica, a casa di Berlusconi, la escort navigata e la ragazza madre coperta di tatuaggi.Figurati se si fanno prendere per il naso da un pirla autocompiaciuto, due che si pagano un anno di affitto in Puglia con una settimana dall’emiro a Dubai...
Per continuare a leggere: http://www.ilcircolo.net/lia/2301.php
lunedì 26 gennaio 2009
L'ingloriosa fine della sinistra bolognese
La candidatura PD di Nicoletta Mantovani come prossimo assessore alla cultura di Bologna mi ha sconvolto. Ma cosa succede al PD bolognese? In che mani ci vuole mettere?
Venerdì mi sono pure sorbita una sua intervista su Otto e Mezzo in cui la nostra, sponsorizzata da Signorini (!), diceva una banalità dietro l'altra.
Del tipo:
1) contrapponendosi come il nuovo rispetto all'attuale assessore Guglielmi: io sono per una cultura del fare invece che del dire (a parte la banalità di stampo fascio-berlusconiano della frase, penso che un po' più di rispetto verso una persona del calibro di Guglielmi, ideatore dei migliori programmi di RAI3, la ragazza lo dovrebbe avere, o no?)
2) quando le hanno chiesto opinione su Veltroni ha esordito premettendo che lei non è esperta di politica quindi le sue "opinioni sono un po' da bar"!
3) nuove idee per Bologna? Sviluppare la Cineteca! (Proprio una nuova idea! Aspettava proprio lei la Cineteca!)
Senza parlare del modello di donna che fa "carriera" via letto che lei inevitabilmente rappresenta. Modello offensivo per tutte le donne che lavorano, pessimo esempio per le nuove generazioni, insulto alle lotte femministe (ma il femminismo non era di sinistra?) ... insomma ... nel più tipico stile berlusconiano.
Misera fine della sinistra bolognese, un tempo gloriosa.
Venerdì mi sono pure sorbita una sua intervista su Otto e Mezzo in cui la nostra, sponsorizzata da Signorini (!), diceva una banalità dietro l'altra.
Del tipo:
1) contrapponendosi come il nuovo rispetto all'attuale assessore Guglielmi: io sono per una cultura del fare invece che del dire (a parte la banalità di stampo fascio-berlusconiano della frase, penso che un po' più di rispetto verso una persona del calibro di Guglielmi, ideatore dei migliori programmi di RAI3, la ragazza lo dovrebbe avere, o no?)
2) quando le hanno chiesto opinione su Veltroni ha esordito premettendo che lei non è esperta di politica quindi le sue "opinioni sono un po' da bar"!
3) nuove idee per Bologna? Sviluppare la Cineteca! (Proprio una nuova idea! Aspettava proprio lei la Cineteca!)
Senza parlare del modello di donna che fa "carriera" via letto che lei inevitabilmente rappresenta. Modello offensivo per tutte le donne che lavorano, pessimo esempio per le nuove generazioni, insulto alle lotte femministe (ma il femminismo non era di sinistra?) ... insomma ... nel più tipico stile berlusconiano.
Misera fine della sinistra bolognese, un tempo gloriosa.
mercoledì 21 gennaio 2009
La TV pubblica dell'Italietta
Che cosa trasmetteva ieri RAI UNO mentre in America Obama prestava giuramento?
Uno speciale della "Vita in diretta" su Costantino Vitagliano!
Uno speciale della "Vita in diretta" su Costantino Vitagliano!
martedì 2 dicembre 2008
Nuovo Fascismo: Berlusconi ha letto Pasolini?
L’edonismo del potere della società consumistica ha disabituato di colpo, in neanche un decennio, gli italiani alla rassegnazione, all’idea del sacrificio, ecc.: gli italiani non son più disposti ad abbandonare quel tanto di comodità e di benessere (sia pur miserabile) che hanno in qualche modo raggiunto. Ciò che potrebbe promettere un nuovo Fascismo, dovrebbe essere appunto, dunque, "comodità e benessere": che è una contraddizione in termini.
In realtà tuttavia c’è stato, e c’è, in Italia un nuovo Fascismo che fonda il suo potere proprio sulla promessa della "comodità e del benessere": ed è appunto quello che Marco Pannella chiama il nuovo Regime, un po’ immaginosamente, ma giustamente.
Benché tale Regime abbia fondato il suo potere su principi sostanzialmente opposti a quelli del Fascismo classico (rinunciando in questi ultimi anni addirittura al contributo della Chiesa) esso può ancora lecitamente essere chiamato fascista.
Perché? Prima di tutto perché l’organizzazione dello Stato, ossia il sotto-Stato è rimasto praticamente lo stesso: anzi, attraverso, per esempio, l’intervento della Mafia, la gravità delle forme di sottogoverno è molto aumentata.
Questo faredello arcaico –che il nuovo Regime, così moderno, così spregiudicato, così cinico, così agile – si trascina dietro, impotente a liberarsene, rende perfettamente logica la presenza di uomini di potere in cui il vecchio (legalitarismo, clericalismo e intrallazzo) può convivere pacificamente col nuovo (produzione del superfluo, edonismo, sviluppo cinico e indiscriminato): perché tale convivenza è un dato oggettivo della nazione italiana.
La continuità tra il ventennio fascista e il trentennio democristiano trova il suo fondamento sul caos morale e economico, sul qualunquismo come immaturità politica e sull’emarginazione dell’Italia dai luoghi per dove passa la storia.
Da "28 marzo 1974. Previsione della vittoria al referendum", in Scritti corsari
Altri post su Pasolini:
Ancora sul conformismo: Pasolini
In realtà tuttavia c’è stato, e c’è, in Italia un nuovo Fascismo che fonda il suo potere proprio sulla promessa della "comodità e del benessere": ed è appunto quello che Marco Pannella chiama il nuovo Regime, un po’ immaginosamente, ma giustamente.
Benché tale Regime abbia fondato il suo potere su principi sostanzialmente opposti a quelli del Fascismo classico (rinunciando in questi ultimi anni addirittura al contributo della Chiesa) esso può ancora lecitamente essere chiamato fascista.
Perché? Prima di tutto perché l’organizzazione dello Stato, ossia il sotto-Stato è rimasto praticamente lo stesso: anzi, attraverso, per esempio, l’intervento della Mafia, la gravità delle forme di sottogoverno è molto aumentata.
Questo faredello arcaico –che il nuovo Regime, così moderno, così spregiudicato, così cinico, così agile – si trascina dietro, impotente a liberarsene, rende perfettamente logica la presenza di uomini di potere in cui il vecchio (legalitarismo, clericalismo e intrallazzo) può convivere pacificamente col nuovo (produzione del superfluo, edonismo, sviluppo cinico e indiscriminato): perché tale convivenza è un dato oggettivo della nazione italiana.
La continuità tra il ventennio fascista e il trentennio democristiano trova il suo fondamento sul caos morale e economico, sul qualunquismo come immaturità politica e sull’emarginazione dell’Italia dai luoghi per dove passa la storia.
Da "28 marzo 1974. Previsione della vittoria al referendum", in Scritti corsari
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Ancora sul conformismo: Pasolini
lunedì 1 dicembre 2008
Ancora sul conformismo: Pasolini
Oggi nelle città dell’Occidente, camminando per le strade si è colpiti dall’uniformità della folla: non si nota più alcuna differenza sostanziale, tra i passanti (soprattutto giovani)nel modo di vestire, nel modo di camminare, nel modo di esser seri, nel modo di sorridere, nel modo di gestire, insomma nel modo di comportarsi. E si può dunque dire che il sistema di segni del linguaggio fisico-mimico non ha più varianti, che esso è perfettamente identico in tutti. (…)
La proposizione prima di tale linguaggio fisico-mimico è la seguente: “il Potere ha deciso che noi siamo tutti uguali.”
L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli ha inconsciamente ricevuto, e a cui “deve” obbedire, a patto di sentirsi diverso. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza.
Da “11 luglio 1974. Ampliamento del bozzetto sulla rivoluzione antropologica in Italia”, in Scritti corsari
Altri post su Pasolini:
Nuovo Fascismo. Berlusconi ha letto Pasolini?
La proposizione prima di tale linguaggio fisico-mimico è la seguente: “il Potere ha deciso che noi siamo tutti uguali.”
L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli ha inconsciamente ricevuto, e a cui “deve” obbedire, a patto di sentirsi diverso. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza.
Da “11 luglio 1974. Ampliamento del bozzetto sulla rivoluzione antropologica in Italia”, in Scritti corsari
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