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giovedì 18 novembre 2010

New York, New York: Tippi Calzelunghe

La casa di Tippi calzelunghe

In ottobre sono stata quattro giorni a New York con il fidanzato. Per un festival di letteratura organizzato da lui all’Istituto Italiano di cultura. Con Paula Fox, Mendhelsonn, Lucarelli, Di Cataldo, la Tobagi, Roncaglia…
Ma la più sorprendente è stata Tippi l’amica di liceo del fidanzo, scrittrice e sacerdotessa Voodooo, trasferitasi ventisette anni fa da Sala Consilina a New York.
Mi era antipatica all’inizio quando ha esordito, rivolta al fidanzato, con un “ma sempre belle te le trovi, tutte alte e magre le tue fidanzate!” Grrr… gelosia, gelosia… ma poi mi ha travolta con le sue storie surreali:
  • i sette anni vissuti in Colorado tra gli apache in una casa costruita da lei con il secondo marito un portoricano di origini indiane. Su cui ha scritto un romanzo;
  • il suo periodo di bigamia, perché ancora oggi lei non sa dire di no alle passioni, con Don e il mitico batterista J.T. che ora è diventato il suo quarto marito. Su cui ha scritto un romanzo;
  • Jerome il fidanzato gangster cubano ucciso dalla CIA a trent’anni. Su cui sta scrivendo un romanzo.

“Pegrrrché -dice Tippi con l’erre moscia da figlia bene di notaio del sud- Jerome era un ganster da milioni di dollari, non uno spacciatore da quattro soldi, uno che la cocaina la vendeva ad alti livelli per comprare armi da rivendere ai guerriglieri di… (non mi ricordo quale stato del Sudamerica). Non la riforniva ai singoli, se non quella che teneva in casa per amici come Basquiat o Miles Davies. Ma lui non prendeva droghe, perché un gangster dev’essere sempre lucidissimo e non voleva neanche che le prendessi io. Mi proteggeva, entravo dappertutto perché ero la donna di un gangster, ma in alcuni posti lui non mi faceva entrare. Con lui ho visto per la prima volta questo quartiere dove abito, anzi non l’ho visto, l’ho solo sentito. Perrrchè allora qui era pericoloso per un bianco e allora Jerome mi metteva sul pavimento della macchina sotto una coperta e io, al buio, sentivo insulti, urla, grida e spari.”

Tippi a volte mi fa l’effetto che da piccola mi faceva Pippi Calzelunghe, di quella che è ciò che non oso essere, di quella che fa tutte le cose che mi piacciono e che mi impauriscono: io timida/lei estroversa; io paurosa/lei coraggiosa; io che non so usare il trapano/lei che si costruisce la casa da sola; lei che aderisce alla vita e alle passioni/io che mi blocco pensando alle conseguenze; lei che sta con il gangster dominante e protettivo/io che dal calabrese ndranghetoso che mi faceva impazzire sono fuggita; lei che all’università insegna corsi sul mito secondo Campbell/ io che ho abbandonato gli studi sulle femme fatale secondo gli archetipi junghiani perché mi sembrava di avere un’impostazione critica troppo vintage; lei che scrive romanzi/io che non li scrivo. Insomma… lei che fa quel che le pare fregandosene del giudizio degli altri/io che me ne frego troppo!

E la sua incasinatissima casa di Brooklyn che osa essere vecchia e non alla moda. Con le boiserie ottocentesche come in un film di Ivory, la vecchia cucina, i pavimenti che scricchiolano, il giardino romantico, la collezione di specchi, gli altari vodooo, il montavivande, i tubi da cui chiamare la servitù come negli Aristogatti… la casa di Pippi Calzelunghe appunto!



venerdì 27 febbraio 2009

Ispirazioni per il terrazzo: propositi verdi per il weekend

Finalmente, dopo tanto freddo e pioggia, si prospetta un fine settimana di bel tempo! E mi voglio dedicare ad attività primaverili. Sistemare il terrazzo innanzitutto.

E così ho spulciato il Web per qualche idea.

Per prima cosa vorrei coprire la vista delle parabole che ho di fronte e schermarmi alla vista dei vicini. Con dei bei bambu, per la parte in ombra, e dei grandi allori per la parte al sole. 3+3, vado a ordinarli domani mattina. Per pranzare finalmente con un po' di privacy, come in questa bella immagine del patio di Julia Reed "rubata" su Stylecourt.

Poi potrei sistemare il tavolo all'ombra sotto la tettoia, con qualche pianta da ombra che lo abbracci. Anche questa un'ispirazione che viene da Stylecourt.


Con il tavolino tondo e due seggioline potrei fare un angolino segreto per la colazione e l'aperitivo, come in questa foto qui sotto trovata non so dove (forse su CoteMaison? Oppure Marieclaire Maison?):


E infine abbellirò il lavandino facendone un piccolo giardino delle erbe e nasconderò gli attrezzi in un ripostiglio creato con tende o paraventi (immagini da Garden Rooms).



sabato 31 gennaio 2009

"I miei primi ottantanni": compleanno di mia mamma



Un po' sfuocate... per non usare il flash.

mercoledì 28 gennaio 2009

Case zeppe di libri

"... non ci sfuggiva niente del loro modo di stare al mondo, delle loro case da cui era bandito ogni genere di sfoggio, zeppe di libri disposti in un disordine assai ben curato..."
Citazione da parte di mia madre di Proust o Alice Toklas (non si ricorda...)

Libri all'Esquilino

Disordine "assai ben curato" in casa di mia madre



Altre ispirazioni: le librerie di Schuyler Samperton Caroline Irving e Lynn von Kersting. Tutto via Cote de Texas.

venerdì 12 dicembre 2008

Progettare il terrazzo: 17 idee dal Web

Con l’arrivo del freddo mi sono messa a pensare alla primavera e a come preparare il terrazzo per la bella stagione. La scorsa estate ho costruito un graticcio e comprato qualche pianta, ma il terrazzo è ancora desolato, senza un disegno, con i vicini che mi guardano dentro, i muri da dipingere, i detriti della ristrutturazione ammassati in un angolo….

Ma da dove cominciare? Ho cercato su Internet per ispirazione e ho individuato qualche regola base. Ecco quelle che mi sono piaciute di più:

  1. Dietro a ogni scelta progettuale c’è un ragionamento. La casualità porta solamente ad un “effetto accozzaglia”!

  2. Per iniziare su una pianta in scala del terrazzo disegnate delle bolle che indichino le funzioni a cui assolveranno le varie aree del terrazzo (pranzo, barbecue, relax, orto ripostiglio). Un po' come dicono di fare su questo sito.

  3. Frazionate lo spazio in diverse “stanze”: il giardino d’ombra con piante tropicali, edera, ortensie, rododendri, felci, hoste e aspidistrie; il giardino delle erbe aromatiche e delle piante da orto e da frutto; l’angolo segreto con una panchina o un tavolino per due; l’area pranzo o salotto; l’area di lavoro… insomma fate del vostro terrazzo un mini giardino di Sissinghurst!
    (Ottima ispirazione anche l’articolo di Maria Acquaria sul sito Compagnia del giardinaggio)


  4. Decidete lo stile del vostro terrazzo, magari abbinato allo stile della casa. Ad esempio si possono usare le piante che si usavano nel periodo di costruzione della casa o nello stile dell'arredamento (classico, umbertino, giapponese, ecc.). Per uno stile informale e country si può giocare sulle asimmetrie, usare piante non sagomate, complementi d’arredo rustici, mescolare fiori, cespugli, frutti e erbe da orto.

  5. Scegliete le piante più adatte alle diverse esposizioni, la loro altezza, lo spazio che occupano. Usate più volte la stesse piante in luoghi diversi, diventeranno un motivo ricorrente per dare un senso di unità.

  6. Individuate le costruzioni fisse (recinzioni, gazebo, luci, ecc.) già esistenti o che volete inserire. Senza dimenticare un luogo dove riporre gli attrezzi e nascondere le aree di servizio.

  7. Proteggitevi dallo sguardo dei vicini con graticci, rampicanti, piante di bambu.

  8. Create un angolo segreto! Non dimenticate infatti che naturalmente amiamo il mistero e la sorpresa…

  9. Create delle bordure, raggruppando tutti insieme i vasi in cui saranno state sistemate delle piante scelte secondo un certo tema. In posizione più arretrata andranno posti i soggetti più alti, in primissimo piano delle piante ricadenti che serviranno a coprire il bordo visibile dei vasi. Anche qui Maria Acquaria dà degli ottimi consigli!

  10. Tenete conto dell’ambiente circostante: riproponete all’interno del terrazzo gli elementi esterni in modo da creare una continuità che ingrandisca lo spazio, inquadrate quello che vi piace. Valorizzate ciò che all’esterno ha un valore di costruzione del paesaggio (una bella pianta che riveste una parete, i lampioni, ecc. ) e ad essi gettate una fune, riproponendoli.

  11. Mascherare le brutture circostanti rischia di attirare l’occhio proprio sopra ciò che non si vorrebbe vedere. Meglio creare dei punti di attrazione all’interno del terrazzo con piante, sedili, ecc. o volgere la bruttura a proprio favore “facendole il verso”.

  12. Per attutire i rumori e l’inquinamento di una strada trafficata è da evitare una siepe regolare, meglio una massa arbustiva in forma libera, a foglia larga, senza vuoti, e delle piante aromatiche. Anche un punto d’acqua può distogliere dal frastuono.

  13. Pensate ai muri come a uno sfondo decorativo, giocando con colori, materiali, rampicanti. Così si attenua la sensazione di costrizione che possono dare i muri alti.

  14. Per rilassarvi nella vostra oasi cittadina giocate sui profumi e sui rumori. Fiori, erbe aromatiche, piante che si muovono al vento, una fontana…

  15. Usate i colori, La mescolanza di colori caldi e freddi dà un senso di movimento e profondità. I colori caldi come il giallo, l’arancio e il rosso sembrano vicini. I colori freddi blu e il viola sembrano infatti lontani. E non avete occhio per mescolare i colori tenete presente che i colori analoghi armonizzano tra loro senza sforzo. Oppure scegliete un tema colore in tutto il terrazzo o in alcune aree. Come il giardino bianco alla Vita Sackwille West!

  16. Le foglie piccole accentuano la distanza, quelle grandi danno un effetto di vicinanza. Per aumentare la profondità ponile in fondo. Lo stesso vale per i fiori grandi e piccoli.

  17. Infine un ultimo tocco di stile con gli accessori: un vaso, un’amaca, delle candele, una lampada marocchina…

lunedì 8 dicembre 2008

Dopo pranzo...

.... in un pigro 8 dicembre.